Autonomia abitativa: presente e futuro

convegno del 6 giugno 2026

LA LORO CASA dal 2013 al 2023
E così che alcuni ospiti chiamavano l’appartamento “la loro casa”. «La giornata tipo era scandita così. Al mattino impegno lavorativo con borsa lavoro e al pomeriggio occupazione con le attività dell’associazione, quali ceramica, pittura creativa e basket. Seguivano la spesa al supermercato, la preparazione della cena e la costante acquisizione di nuove competenze di vita autonoma, tra cui le basi per cucinare, l’ordine, l’igiene e la pulizia dei locali, la lettura delle bollette, a volte qualche film per TV o altro.
Pianeta Handicap non ha mai smesso di guardare al domani, perché l’appartamento in via Degan è stato creato per essere una palestra dell’autonomia, dove allenarsi alla vita indipendente e avere la possibilità di crescere insieme. Ma la domanda che come associazione ci poniamo, è questa: l’opportunità di intraprendere una simile esperienza di autonomia, è conosciuta dalla città
e dalle famiglie che hanno figli con qualche carenza intellettiva?


OPPORTUNITÀ
Per Bonaguro la risposta è “No” e questo perché – spiega – «come volontariato
non sappiamo comunicare bene ciò che facciamo: non riusciamo a pubblicizzare
le nostre attività anche per l’indole di non metterci in evidenza, perchè sappiamo
che quanto si fa è poca cosa rispetto ai bisogni che conosciamo da vicino». Pianeta Handicap si rivolge «soprattutto alle famiglie di persone seguite dal Servizio di integrazione lavorativa, perché i loro figli hanno già un certo grado di autonomia:
si muovono con i mezzi pubblici e frequentano contesti lavorativi socializzanti.
A loro manca solo un’ulteriore crescita in autonomia anche di tipo residenziale,
fuori dalla famiglia, per prepararsi con gradualità alla vita futura, il più possibile
indipendente».


L’APPELLO
L’appello dell’associazione è alle famiglie con figli o familiari in condizioni di
disabilità intellettiva medio-lieve, perché l’appartamento Autonomia «è un’esperienza di vita importante: un illustre psicoterapeuta ha sempre sostenuto che per
far crescere le persone con disabilità intellettiva, bisogna chiedere loro di
fare sempre qualcosa di più di quanto sanno fare
: significa fornire stimoli
continui e occasioni di apprendere e sperimentarsi per accrescere la propria autostima. È ciò che cerchiamo di fare nell’appartamento Autonomia, dove compiere i
passi necessari a far arrivare il proprio familiare a essere autonomo, con una pratica educativa individualizzata, grazie al piccolo numero di residenti, massimo 5,
e alla presenza di due educatori dalle 7.30 alle 22, dal lunedì al sabato. In questo
contesto, le persone effettuano un inserimento graduale e sono accompagnate
per il tempo necessario, in sintonia con le famiglie, per arrivare ad acquisire sicurezza e fiducia negli educatori, conoscere il nuovo ambiente e sentirsi a casa:
L’ALTRA CASA».